14 giugno 2017

HIGH TECH – DIFFERENZE E SIMILITUDINI TRA VECCHI E NUOVI MATERIALI

Dal lavoro dei megastrutturalisti, da Archigram a Cedric Price, scaturì  un movimento architettonico riconosciuto come tardo modernismo ,  infatti, inizialmente l'architettura High Tech sembrò una rivisitazione  del Modernismo; uno sviluppo delle idee precedenti supportate da una  maggiore innovazione nei supporti tecnologici. Questo periodo fa da  ponte tra il Modernismo ed Postmodernismo ; si insinua in uno di quei  periodi grigi come ogni volta che finisce un periodo e ne inizia un  altro.

Precursori storici di un ideale che presenta forti assonanze con l’Hi-Tech sul piano culturale sono stati sia i socialisti utopisti dell’800, segnatamente Robert Owen, Charles Fourier e Jean Baptiste André Godin, che gli industriali del nostro secolo tra cui Henry Ford, i Rathenau, Adriano Olivetti, i quali hanno svolto in più occasioni il ruolo di promotori di realizzazioni architettoniche dirette all’integrazione tra il mondo del lavoro e la società, nonché all’innalzamento delle condizioni di vita e di lavoro degli operai.

 

L?edificio high -tech può essere considerato un "contenitore" la cui  forma è indipendente dalla funzione svolta al suo interno, e permette  di compiere molteplici e differenti funzioni al suo interno. Questo  perché lo spazio interno viene suddiviso, sia orizzontalmente che  verticalmente, seguendo una griglia modulare che permette il controllo  di tutto l?edificio (pianta libera). Oltre alla flessibilità interna, l'edificio  high-tech è studiato per essere ripetuto modularmente (cioè nelle  dimensioni) sia longitudinalmente che trasversalmente, con la  ripetizione del piano o della facciata. I moduli di servizio affiancano le  unità spaziali principali e contengono quei servizi ed impianti che, se  disposti all?interno dell?involucro principale, ne comprometterebbero la  funzionalità.

Un'importante peculiarità dell?architettura high -tech è la trasparenza dell?involucro. Nell?approccio tecnologico, infatti, si ritiene necessario mostrare con chiarezza l?organizzazione costruttiva seguendo il

concetto: "è high -tech se si vede". C'era una disillusione crescente nell' architettura moderna e progresso

di quello stile. La realizzazione delle piante di sviluppo urbano di Le  Corbusier, condusse a città terribilmente monotone. Molte case erano  realizzate con forme standardizzate . Questo ebbe un grande ruolo  nella monotonia. L'entusiasmo per l' edifi cio economico condusse a  costruzioni con finiture di qualità estremamente bassa. Molti dei quartieri residenziali disegnati degenerarono in bassifondi. Come

conseguenza la gente si disilluse nei confront i di questo progresso e  l'occidente cominciò a dare credito a questo fallimento. Nonostante lo sviluppo dell'Architettura Moderna, la società si annoiò  dell'estetica moderna. C'era da aspettarselo visto che gli edifici moderni erano molto blandi e la novità del loro aspetto estetico si era esaurita.  L'High Tech è una risposta a questo, portando il modernismo ad altri  estremi e nel farlo, crea, un' estetica più nuova: glorificandosi del  fascino delle innovazioni tecnologiche.

Dopo il Centro Pompidou a Parigi, nel quale l’Hi-Tech fa la sua comparsa cogliendo un inaspettato favore del pubblico, seguiranno edifici quali l'Hong Kong Bank e i Lloyds di Londra. In queste opere l'architettura si rende manifesta, senza però mettersi al riparo da un’accusa di cinica magnificenza, della riaffermazione del principio di inseparabilità con la sfera dell’imperativo tecnologico sia sul piano costruttivo che su quello linguistico.

Qui è presente una motivata ricerca di nuove articolazioni del linguaggio, com­pletamente giustificabile perché subordinata a un tenace tentativo di unificare conte­nuto ed espressione in una nuova e rifondata disciplina architettonica che si avvale di strumenti profondamente revisionati. Una disciplina che non aliena il contenuto al contenitore ma che riempie la morfologia di sostanza e fa fluire nella sostanza una forma architettonica nella quale è presente un dichiarato e pregnante rapporto con l'esterno, con la città, una poetica quindi totalmente in linea con la tradizione contemporanea.

Se la Hong Kong Bank di Norman Foster & Associates è il più costoso e raffinato prodotto di questo codice, con i Lloyds di Londra di Richard Rogers & Partnerships viene realizzata la più alta sperimentazione sulle possibilità formali del nuovo linguaggio e sulla ricerca di successive soglie di articolazione volumetrica. Ma l’edificio emblematico di questo codice è il Centro Pompidou a Parigi di Renzo Piano e Richard Rogers, che svolgerà il ruolo di paradigma per le architetture che seguono. In esso è stata trascritta, con un linguaggio articolabile su punti spaziali che consistono principalmente nelle giunzione struttu­rali, la poetica del controllo meccanico sull'ambiente già parzialmente presente in Italia con Franco Albini.

L?edificio si presenta come un groviglio di travi metalliche il cui  aspetto è simile ad una scultura surrealista. Gli elementi portanti, le  scale, gli ascensori, le scale mobili, le gallerie di circolazione, i tubi di  ventilazione e riscaldamento, le condutture per l?acqua ed il gas sono  stati collocati all’?esterno delle facciate (ciascun tubo dell?esterno è  dipinto in un colore differente, poiché ogni colore corrisponde ad una  diversa funzione: il blu corrisponde all?impianto di climatizzazione, il  giallo a quello elettrico, il rosso alla circolazione e il verde ai circuiti  dell?acqua.), il che ha consentito di creare ad ogni piano una

superficie libera di 7500 mq.

I contenuti che il nuovo codice trasmette all'architettura contemporanea parlano della fusione tra linguaggio architettonico e tecnologia costruttiva, fatto che può nascere, ed è questo il fatto nuovo, solo se gli strumenti operativi vengono a trovarsi nelle mani dell'architetto. Se nel Centro Pompidou ciò che più convince è la risoluzione formale e strutturale del semplice volume a forma di parallelepipedo dal quale l’edificio trae la propria immagine di compatto surrogato climatizzato di città, ciò che in esso è meno convincente è il rapporto tra espressione e contenuto quando la ricerca dei nessi tra queste due realtà viene operata negli spazi interni. A riguardo, Renzo Piano sostiene che i problemi relativi alla risoluzione funzionale dello spazio interno sono sempre impliciti e presenti sia a monte che a valle di ogni operazione progettuale, così da potersi facilmente affidare alla formula della flessibilità d’uso.

Le successive opere di Rogers a Londra e di Foster a Hong Kong sono state chiarificatrici per comprendere meglio l'Hi-Tech. In esse lo spazio interno, che a Parigi è stato trattato in modo subordinato, gioca un ruolo fondamentale rendendo pre­gnanti le relazioni tra le parti della composizione in una sinfonia dissonante che si fissa icasticamente nella memoria degli astanti meglio di qualsiasi forma simbolica o iconografica. In queste due opere, forma e contenuto, spazi interni e contenitore esterno, intessono un dialogo ricco di continui rimandi a cui è demandato il compito di restituire significato al messaggio architetto­nico.

l Lloyd's Building,( rogers) , con il suo corpo principale rettangolare, sorge su un lotto trapezoidale: lo spazio di risulta tra i margini del lotto e la pianta  centrale dell'edificio sono occupati da sei torri di servizio, ognuna delle quali accoglie ascensori, rampe di scale, impianti tecnologici e  bagni, ogni blocco è accessibile dall'esterno. La più alta fra le torri è di dodici piani, adiacente ai fabbricati più alti, mentre la più bassa è di sei e fronteggia le costruzioni più basse. Il piano terra è occupato  dagli spazi pubblici: ristorante,caffetteria, negozi, biblioteca, ecc.  L'entrata disimpegna sui sei blocchi. La grande sala delle  contrattazioni, la Room, posta a quota +2.50, è collegata ai vari piani  dalle scale mobili. Le funzioni dei collegamenti verticali del complesso  sono assolte principalmente da dodici ascensori esterni  completamente vetrati, dai quali si può ammirare una vista panoramica  della città.

La struttura è progettata con la possibilità di espansioni verticali; il  corpo di fabbrica principale e le torri perimetrali, sono in cemento  armato. Il corpo centrale dell'edificio, ha pilastri modulati su una  maglia di 10.80x18 m, ed è racchiuso da un sistema di rivestimento a  cortina indipendente, rappresentato da tre strati di vetro speciale con  una intercapedine ventilata; la struttura delle torri è costituita da  pilastri, travi e solette, tutti elementi prefabbricati; il rivestimento è  con pannelli sandwich ignifughi in acciaio inox.

Gli elementi strutturali dell'edificio, anziché restare nascosti, sono messi in evidenza come originali elementi decorativi. Per la sua predominante componente tecnologica, l'opera si colloca fra

i monumenti dell'high tech britannico.

 

Norman Foster, Hongkong and Shanghai Bank  Headquarters,Hong Kong, 1979 -1986

Le varie travature reticolari a ponte strallato sono gli elementi che  caratterizzano il progetto. E' in questo caso, che la struttura fa architettura. Gli elementi strutturali principali sono sostanzialmente sei. La struttura portante principale è costituita da otto 'antenne,  ognuna disposta su due file di quattro elementi; ogni antenna a sua  volta è formata da quattro pilastri cilindrici in acciaio, collegati da travi rettangolari; il tutto poggia su fondazioni spinte fino ad incontrare la vera roccia; le antenne sono collegate, a intervalli regolari, da caratteristiche travature reticolari 'a gruccia', alte due piani, così da formare un'incastellatura stabile ma relativamente leggera; dalle travate a gruccia pendono delle 'staffe' -cioè dei tubi d'acciaio a sezione circolare a cui sono sospese le solette dei vari piani; ogni soletta di piano è costituita da due travi

d'ambito fissate alle 'staffe' e collegate tra di l oro da travetti, reggenti un solaio formato da una lamiera grecata irrigidita da una caldana di 10 cm di calcestruzzo armato.

I servizi, le canalizzazioni e alcuni impianti, come quello dell'aria condizionata, sono contenuti in moduli prefabbricati, posti sui lati della torre. Per proteggere le strutture d'acciaio dalla corrosione dilagante nel clima umido di Hong Kong venne messo a punto uno speciale rivestimento protettivo a base di cemento, applicato poi a spruzzo. In gran parte il rivestimento, dello spessore di 13 mm, è stato applicato a piè d'opera. Anche il rivestimento protettivo antincendio delle antenne è stato applicato a spruzzo.

La protezione è ottenuta per mezzo di un involucro in  fibra ceramica tenuto in posizione da una maglia d'acciaio inossidabile e avvolto in  una 'coperta' di fogli d'alluminio.

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